Skabadip is back


 

Cosa otteniamo se il primo periodico italiano dedicato al Reggae unisce le proprie forze con il primo sito italiano dedicato allo Ska?
Di sicuro otteniamo più notizie, più eventi, più musica e, quindi, più informazione in generale che è, superfluo dirlo, tutta inerente al fantastico groove giamaicano nella sua insospettata miriade di varianti.
In due parole: RUDE SNOB ovvero la rubrica cartacea del sito www.SkabadiP.nu che, da oggi, cercherà di soddisfare le curiosità dei fan dello Ska e del Reggae.
Un saluto Irie and Rude a Te che leggi queste righe e che se sei arrivato/a fin qui dimostri di avere un già rispettabile interesse per quell’esplosivo connubio di Calypso/Mento/Burru/Jazz/R&B che è la musica Ska e che, da qualsiasi fonte provenga, raramente (c’è anche chi la suona da schifo!) smentisce la sua comprovata potenza devastante e la sua forza ipnotica.
Bene, perché Noi di SkabadiP siamo un po’ SNOB al riguardo della nostra musica e riteniamo che, in definitiva, Reggae, Ragga, DJ, Jungle, Drum ‘n Bass non siano altro che evoluzioni dello Ska.
E’ un dato facilmente riscontrabile che, nel corso del passato Decennio, parecchie formazioni di nascita e blasone Ska al 100% abbiano sempre più allargato i propri orizzonti musicali, alle volte scavando a piene mani nella musica dalle origini fino al Dub ( tra gli altri Hepcat, Intensified, Joey Altruda, Slackers, Skaflames, Palma & the Bluebeaters) o anche sposando DJ e Ragga ( tra i tanti Stubborn Allstars, Dr. Ring Ding, Tokyo Ska Paradise Orchestra, Messer Banzani) ma ottenendo sempre risultati eccellenti.
Dall’altro lato, nel corso dello stesso periodo, oltre alle decine di tour mondiali degli Skatalites (dei cui brani, ultimamente, si moltiplicano le campionature), ho potuto apprezzare un progressivo ritorno di emblematici artisti del Reggae alla musica più Roots che ci sia.
Significativi, in tal senso, i brani ska dei recentissimi album di U Roy e Buju Banton, che ben si accordano al presentarsi di Leonard Dillon (The Ethiopians) come "King of Ska" al vecchio Container di Milano qualche anno fa o al recente CD "Ska Father" di Toots & the Maytals, nonché al ritorno in studio (coi Selecter) del mitico Dave Barker e di Justin Hinds. Mentre della perenne militanza nello Ska di personaggi del calibro di Desmond Dekker, Laurel Aitken, Ernest Ranglin, Prince Buster o Rico Rodriguez si beano i fan del Genere dai tempi della Two Tone.
Lo Ska va al Reggae o quest’ultimo va allo Ska? Non saprei rispondere, so che a livello di vendite e successo mondiale lo Ska tenne testa al suo nipotino solo al tempo dei Madness e che, da allora, nessun artista ska è stato raggiunto da un successo tale.
E’ vero però che, quasi dalla porta di servizio ed in maniera "silenziosa", la musica Ska si stia lentamente inserendo nel tessuto connettivo della musica "pop". Ricordo ancora di recente gli Hepcat, i Blue Beaters da noi e tutti quei gruppi che solo abbandonando lo ska sono entrati nelle classifiche di più paesi (Smash Mouth, No Doubt, Millencollin).
Lo Ska è altresì sempre più usato e/o sputtanato come musichetta da pubblicità (quante sono?!), suonato da Ricky Martin o dal figlio del divo Julio (Iglesias).
Rude Snob sta qui per questo, far scoprire di che cosa è realmente fatta la cultura Ska e, soprattutto per il lettore di Rsta Snob, quanto affascinante sia il Reggae suonato dai gruppi Ska…Altro che musichetta!

a cura di Sergio Rallo

 



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