Skabadip is back

 

Mike Drance (The Bluebeats)

(Chiacchiere un po' fumose...)


Lo spettacolo era da non perdere al Container, un locale milanese che, grazie al titolare Francis, appassionato di Ska e Reggae, ha proposto negli ultimi tempi concerti di una certa importanza per noi appassionati di musica giamaicana.
Hanno suonato Skatalites, Trojans, Dawn Penn, Laurel Aitken, Dave Barker, Desmond Dekker nonché i nuova yorkesi Bluebeats capeggiati da Mike Drance, l’ ex Scofflaws e oggi leader (sax tenore e cantante) leader dei Bluebeats.
In merito allo show dei Bluebeats ho registrato opinioni differenti. C’è quello a cui il gruppo è piaciuto da pazzi e si è ballato quasi tutti i pezzi inumidendo di sudore la T-shirt rasta di cui va fiero, e c’è quello che è rimasto in piedi con le braccia conserte contro una colonna gin tonic a destra, malboro light a sinistra, e con una faccia espressiva come un cubo di plexiglas dall’inizio alla fine dei concerti: ‘zzo venuto a fare, dio mio?
Quello che posso dire è che i Bluebeats non sono riusciti a coinvolgere il pubblico (numericamente per niente modesto, considerato che c’era la stessa sera il concerto dei Prozac+ che si è portato via gran parte del pubblico aristo-freak) nella prima parte del concerto.
Avendo comunque la band suonato molto bene, ed essendo il loro repertorio numericamente molto vario, il poco coinvolgimento ritengo sia stato dovuto per lo più alla mancanza di una sezione fiati. Cosa, questa, che se è perfettamente condivisibile come precisa scelta artistica, può ingenerare nel pubblico medio dello Ska in Italia una delusione, non corrispondendo alle aspettative che vede in un gruppo Ska che si rispetti sempre brillare gli ottoni.
Comunque, dalla seconda metà del concerto in poi, dopo una buona e lunga cover di 54-60 dei Maytals, il pubblico ha dimostrato di essere un buon pubblico, scaldando definitivamente la serata.
Fatto il quadro della situazione, tra una ballata e una bevuta, il Rallo non ha perso tempo e da fan del primo disco degli Scofflaws è andato da Mike a fare appunto queste quattro chiacchiere d’intervista.
E m’ha fatto piacere scoprire che l’avvicinamento allo Ska di Mike Drance è stato del tutto analogo al mio…

 


 



Come hai scoperto lo Ska?

L’ho scoperto nel periodo del Two Tone quando vennero negli Stati Uniti a fare i tour gli Specials, i Madness e i Selecter e fu un’illuminazione, poi, piacendomi parecchio i brani come "Madness" dei Madness o "Rudy a Message To You" degli Specials e via dicendo, e notando che gli autori dei brani non erano gente dei gruppi che li aveva registrati, mi chiesi: chi saranno mai questo C. Campbell o Dandy Livingstone? Una volta scovati gli autori giamaicani, il resto è venuto da se.

Perché hai lasciato gli Scofflaws?

Principalmente incomprensioni tra gli elementi del gruppo. È stato divertente finché è durata, e poi per questioni musicali…sono io che ho fatto ascoltare per la prima volta agli Scofflaws la musica Ska che gli ho fatto conoscere, e credo che comunque gli Scofflaws siano alla base della nuova ondata di Ska tradizionale.

Come mai questo nuovo progetto dei Bluebeats?

Fondamentalmente è l’amore per i generi musicali che suoniamo, e le cose stanno andando piuttosto bene….facciamo molti concerti e tra poco uscirà il nostro nuovo Cd.

Cosa ne pensi di Dave Barker e Laurel Aitken?

Che sono due personaggi e cantanti eccellenti, e mi ritengo fortunato di averli conosciuti e di poter andare in giro a suonare con loro.


È questa la prima volta che suoni in Italia?

Sì, è la prima volta, e ci fa molto piacere.

Che altro genere di musica ascolti?

Tutti i tipi di buona musica, in particolare il RnB, il Soul.

Anche io adoro queste musiche e di sicuro non andrò a vedere Blue Brothers 2000…

Great! You are right man! Penso che un film del genere sia solo l’ennesima trovata commerciale fatta con poco amore per la musica e tanto amore per il mega business…

 



16 Aprile 1998

a cura di Sergio Rallo





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